Sanità, il Governo 'argina' le cooperative di medici. La storia di un pediatra 'gettonista': "Si rischierà di fare anche 100 chilometri per un punto nascita"
Nel nuovo decreto legge del 30 marzo sarà possibile concedere esternalizzazioni per l'affidamento di servizi medici ed infermieristici una sola volta e senza proroga, solo in caso di effettiva necessità e per una durata non superiore a un anno. La testimonianza di un pediatra 'gettonista': "Copriamo i turni più scomodi. Questo dl dimostra che chi l'ha scritto, viva su un altro pianeta o, quantomeno, usufruisca di un'altra sanità"

BOLZANO. Il Governo cerca di arginare il fenomeno delle cooperative all'interno della sanità pubblica: sarà possibile concedere esternalizzazioni per l'affidamento di servizi medici e infermieristici una sola volta e senza proroga, solo in caso di effettiva necessità e per una durata non superiore a un anno. E' questo quanto comunicato dal ministro alla Salute Orazio Schillaci, con il decreto legge 34 del 30 marzo 2023.
Da mesi ormai si parla di medici gettonisti e della rotta che sta prendendo la sanità che si sta spostando sempre più verso il "privato", non riuscendo a sopperire alla carenza di personale sanitario. Come più volte sottolineato, se da una parte in Trentino per ora si ricorre soltanto a medici 'gettonisti', nel resto d'Italia si sta affermando invece il fenomeno delle cooperative, su cui le Aziende sanitarie non sembrano però avere il controllo.
Finora non sembrano essere state trovate soluzioni migliori da parte del pubblico se non gli appalti esterni, cosa che rende fondamentale la presenza dei liberi professionisti in moltissimi reparti. I sindacati però ne hanno messo in luce tutte le criticità, di questa 'toppa', dagli alti compensi (anche se va detto, un gettonista ha oneri fiscali diversi rispetto a un dipendente pubblico) a un 'accumulo' di turni per cui non sembra essere posto un limite di ore. Una soluzione quindi che non può essere considerata a lungo termine.
IL NUOVO DECRETO LEGGE
Nel nuovo Dl, oltre ad aumentare e rafforzare l'organico del personale sanitario, soprattutto nei servizi di emergenza e urgenza, viene inserito il tema dei 'medici a gettone' e delle cooperative.
"Le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale possono procedere alle esternalizzazioni una sola volta e senza proroga - viene scritto nel testo - per l'affidamento di servizi medici e infermieristici. Questo può avvenire solo in caso di effettiva necessità e urgenza e dopo aver preventivamente verificato l'impossibilità di utilizzare il personale già in servizio, di assumere gli idonei utilmente collocati in graduatorie e di espletare procedure di reclutamento".
L'affidamento viene limitato solo ai "punti di primo intervento, di pronto soccorso e non può durare più di 12 mesi". Inoltre "il personale sanitario che abbia interrotto volontariamente il rapporto di lavoro dipendente con una struttura sanitaria pubblica per prestare la propria attività in regime di esternalizzazione - conclude il documento -, non può chiedere successivamente la ricostituzione del rapporto di lavoro con il Ssn".
LA TESTIMONIANZA DI UN 'GETTONISTA' IN PEDIATRIA
A esprimersi contro la scelta del Governo è Giorgio Cuffaro, pediatra libero professionista per la cooperativa Medical Service Südtirol (che opera in Alto Adige, Veneto e Lombardia). Lui, gettonista originario di Pordenone, lavora da 3 anni (dall'indomani della sua specializzazione) sia dentro che fuori diversi ospedali di Veneto e Alto Adige.
"I presidi di Bressanone, Merano, Silandro, Vipiteno, Brunico, San Candido farebbero una gran fatica a tenere aperto o avrebbero probabilmente chiuso diversi anni fa senza i gettonisti - spiega intervistato da il Dolomiti -. I politici danno una ennesima eclatante dimostrazione di non aver mai messo piede nei reparti dei nostri ospedali. Il buco di personale incolmabile è causa della pessima programmazione politica degli ultimi 15 anni".
Il dl 34? "Non è una soluzione - aggiunge -. Esternalizzazioni, una sola volta e senza proroga, e poi? Si parla poi solo di punti di primo intervento e di soccorso, quindi non riguarda, ad esempio, reparti di pediatria e di ostetricia. E lì come si farà? In alcuni casi, bisognerà percorrere 80-100 chilometri per raggiungere un pronto soccorso pediatrico o un punto nascita".
Come già sottolineato più volte a fare gola della libera professione è sicuramente una maggior autonomia nella gestione del proprio tempo. "Avevo già 3 figli, prestiti da restituire a parenti ed amici senza i quali non sarei riuscito a finire la specializzazione, un trasloco in vista in altra città e tanta voglia di riscatto. Così ho iniziato a lavorare stabilmente anche in Veneto, in una decina di ospedali di cui, certamente alcuni avrebbero dovuto chiudere reparto di pediatria con ps pediatrico, punto nascita con nido e patologia neonatale, da almeno 2 anni (San Donà di Piave, Portogruaro, Oderzo, Conegliano, Montebelluna, Castelfranco Veneto, Mirano, Dolo, Feltre, Belluno, Villafranca di Verona, Adria, Rovigo)".
"In alcuni di questi ospedali veneti, la cooperativa con cui collaboro copre il 100% dei turni notturni - prosegue il pediatra -, oltre a festivi maggiori e minori. Forza lavoro sottratta al Ssn? Io certamente sì, sebbene lavori mediamente quasi il doppio, in numero di ore, di uno strutturato".
Ma chi sono gli altri colleghi gettonisti? "Gli altri sono quasi tutti 'maturi', pensionati o quasi, o licenziati dal Ssn per esasperazione o motivi familiari, o liberi professionisti che, oltre all'attività ambulatoriale, si dedicano anche all'ospedale con qualche turno mensile. Alcuni sono ex primari di pediatria in pensione da qualche mese, non ancora pronti al ritiro e ben contenti di svolgere alcuni turni in ospedale come consulenti esterni, per dare una mano a questo Ssn allo sfascio".
Sotto il profilo economico "a parità di ore il guadagno netto orario per un gettonista è circa il doppio di un dipendente - ribatte il pediatra -. Senza però 13esima, senza malattia, senza congedo parentale, senza contributi pensionistici, senza tutele da parte dell'Azienda, senza ferie, con migliaia di chilometri al mese in auto per le trasferte, turni scomodi, in cui noi pediatri "gettonisti" siamo praticamente sempre da soli a gestire qualunque urgenza-emergenza dalla nascita del bambino fino ai 14-16 anni".
"Ormai il buco c'è, va rattoppato", sostiene Cuffaro. "Egregi presidenti Luca Zaia e Arno Kompatscher - conclude - immagino conosciate già molto bene la realtà delle vostre regioni. Questo Dl dimostra invece come probabilmente, chi l'ha scritto, viva su un altro pianeta o, quantomeno, usufruisca di un'altra sanità".














